Nella sua Lectio Magistralis, “Emozioni e Apprendimento”, la professoressa ha richiamato l’attenzione sulle sfide educative del nostro tempo, nel quale le difficoltà della sfera emotiva e i disturbi del comportamento rappresentano ambiti di studio e di particolare attenzione.
In questo scenario, il tutor non è soltanto una figura che facilita l’acquisizione di conoscenze e strategie, ma un professionista della relazione educativa, capace di riconoscere bisogni, valorizzare potenzialità e accompagnare ciascuno nel proprio percorso.
Un messaggio particolarmente significativo è stato quello del passaggio dalla sopravvivenza alla vivenza: andare oltre la semplice gestione delle difficoltà, per offrire a bambini e ragazzi la possibilità di vivere esperienze di apprendimento caratterizzate da fiducia, partecipazione e benessere.
Da qui il valore del messaggio “Dall’io al noi”: l’educazione non può essere un’esperienza isolata, ma richiede collaborazione, corresponsabilità e una comunità di professionisti capaci di condividere una direzione comune.